Sentirsi ansiosi può essere considerata una reazione ragionevole poiché la balbuzie ha insita la possibilità di elicitare nell’Altro esiti come la presa in giro, l’imbarazzo, la frustrazione o ancor peggio, la pietà (Bloodstein, 1995;Menzies et al, 1999). Conseguentemente un bambino che balbetta entra nell’adolescenza e nell’età adulta con un rischio di sviluppare una chiusura di chiaro stampo reattivo e comportamenti di ritiro sociale nonché ansia in tutte quelle situazioni sociali che necessitano una comunicazione che coinvolga il giudizio dell’ Altro.
L’adolescenza è una delicata fase di transizione dal mondo – infantile al mondo – adulto, caratterizzata da epocali e repentini cambiamenti fisici, biologici e cognitivi. Queste importanti trasformazioni sono inevitabilmente la causa di sconvolgimenti emotivi che la rendono un’età affascinante e difficile al tempo stesso. Ma cosa accade e come vive questo periodo dello sviluppo un adolescente balbuziente?
Il ruolo dell’insegnante si rivela di primaria importanza nella gestione di disturbi che coinvolgono il linguaggio, l’attenzione al bambino nella sua totalità e non solo al mero apprendimento, possono avere risvolti decisivi nel vissuto di chi vive un disagio, qualsiasi esso sia.